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L’UEFA vuole scongiurare una nuova Superlega: coppe “blindate”. Ribelli? Nessuna punizione

L’UEFA corre ai ripari dopo la Superlega

La due giorni di vita della Superlega è destinata a lasciare il segno nel mondo del calcio per diverso tempo. Secondo quanto riportato oggi dalla Gazzetta dello Sport, l’UEFA vorrebbe mettere al sicuro le competizioni europee facendo firmare ai club partecipanti un accordo legale dalla validità decennale per scoraggiare così ogni tentativo di “ribellione”.

 “Il recupero sarà sotto condizioni, al di là delle inevitabili frasi di circostanza di Ceferin. Al di là dell’estemporaneo anatema del danese dell’Esecutivo, tale Moeller che minacciava una squalifica di Real, City e Chelsea addirittura, nelle semifinali (della Champions in corso, ndr), impraticabile ma a cui qualcuno ha creduto, c’è una corrente che non ha voglia di perdonare. E che in queste ore ha proposto una punizione per i leader della ribellione, Real e Juve, suggerendo un anno senza Champions. Qualcuno pensa di chiedere i danni. Non dovrebbe succedere”.

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“Come impedire un nuovo tentativo di secessione? Blindando le coppe. Chi parteciperà dovrà impegnarsi a rispettare le regole per decenni e a non flirtare con amanti private, rischiando conseguenze sportive e finanziarie. Naturalmente è soltanto cominciato il lavoro che ha bisogno dell’appoggio di Fifa e politici, soprattutto l’Ue. Finché c’è il minimo dubbio di legittimità di una “superlega”, il rischio sarà immanente”.

“Servono direttive comunitarie e nuove regole di iscrizione. Il processo di pacificazione è cominciato. Nyon non può però ignorare le richieste dei top club, prigionieri dei loro fatturati miliardari. Andrà cambiato il calcio, reso più sostenibile, passando anche dal nuovo fair play finanziario che dia libertà di investimento, preveda tetti (dal salary cap della Superlega alla tassa sul lusso), ma non vincoli le spese. Solo che non dovranno essere esagerate. Obiettivo: controllo dei costi e riduzione dell’indebitamento. Perché questa è stata la Superlega degli indebitati. E, se il fatturato più alto va in stipendi e commissioni, si torna al come prima. Poi si parlerà di anticipo della nuova Champions”.

(fonte: Gazzetta dello Sport)