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L’Inter ritrova il carattere: chiedere al Bologna

L’Inter ritrova la vittoria e travolge il Bologna con un netto 6 a 1 finale

Torna a vincere l’Inter, e lo fa travolgendo il Bologna con un netto 6 a 1 finale, rimontando l’iniziale svantaggio. Per la squadra di Inzaghi torna il sereno dunque dopo la sconfitta di Torino e aggancia in classifica l’Atalanta in attesa del match di domenica. Ecco l’analisi della serata di San Siro fatta dalla Gazzetta dello Sport in edicola oggi.

“Sei gol al Bologna, aggancio all’Atalanta e alla Lazio, rientro nella zona Champions allargata, risposta immediata allo scivolone con la Juve. Tutto perfetto, fin troppo, per non sospettare la complicità del Bologna. Dopo venti minuti quasi perfetti, arricchiti da un gol che aveva suggerito chissà quali scenari per Inzaghi e soci, è come se i ragazzi di Motta si siano spenti all’improvviso. Scomparsi. Annichiliti. Non basta il nervosismo per una decisione sbagliata dell’arbitro a giustificare lo sdoppiamento di personalità”.

“L’Inter aveva forse bisogno del buffetto del gol di Lykogiannis, dopo i due schiaffoni della Juve, per ricompattarsi in quello che le riesce meglio: il collettivo. La regia di Calhanoglu, la classe di Dzeko, il ritmo travolgente di Dimarco, di gran lunga il migliore, hanno fatto il resto. Tre gol nel primo tempo (Dzeko, Dimarco, Lautaro) e tre nel secondo (Dimarco, Calha, Gosens), tutti diversi. Una traversa, un palo. Il Milan a tre punti, l’Atalanta trafitta a Lecce e che domenica si vede arrivare l’Inter di nuovo carica”.

“Oltre i sei gol, il bello è il carattere dell’Inter. Nessuno si ferma, nessuno pensa alla prossima partita. Si gioca per segnare. Quando il risultato è scolpito nella pietra, però, Inzaghi gestisce un turnover utilissimo in prospettiva Atalanta. Brozovic riprende confidenza con il suo ruolo di play, Gosens trova sinistra e gol come a Bergamo, Asllani colpisce un palo da fuori”.

“Fuori Lautaro, ecco che Mkhitaryan avanza da seconda punta-elastico tra mediana e attacco, in un sistema “rotante” che potrebbe essere più di un esperimento da turnover: buono in qualche partita in cui serve densità. Anche perché neanche sul 6-1 Inzaghi toglie un difensore centrale, neanche per vedere l’effetto che fa contro un Bologna derelitto e vagante, in disperata attesa del fischio finale”.

(fonte: Gazzetta dello Sport)