Inter seconda maglia 21/22

Inter, ma non solo: diversi i club che hanno modificato la divisa causa regolamento

L’Inter non è l’unica a modificare la propria divisa a causa del regolamento

Se l’eliminazione sulla maglia dell’Inter della scritta socios.com per ragioni di spazio non ha avuto poco risonanza la stessa cosa non si può dire della modifica della seconda divisa che nel match di Champions League contro lo Shakhtar era priva del ‘Biscione’ stilizzato. Il club nerazzurro, non è però l’unico a subire un cambio di divisa nel corso di questa stagione.

“Apprezzate dalle vendite, premiate dalla vendite e poi mutilate dai regolamenti. È la sorte toccata a non poche maglie della stagione in corso. Il terzo kit dell’Ajax, quello dedicato a Bob Marley e alla sua «Three Little Birds», inno non ufficiale della squadra di Amsterdam, è stato tra i primi a finire sotto la scure delle norme UEFA. I tre piccoli uccellini sul retro del colletto non compariranno nei match europei perché sulla divisa possono esserci solo simboli legati all’identità del club”.

“Anche l’Inter ha dovuto dire addio al Biscione sulla seconda maglia nella partita di Champions League. Il motivo? L’articolo 8 comma 9 del regolamento sull’attrezzatura da gioco UEFA che vieta pattern pittorici. Il Barcellona ha dovuto tirare fuori dal magazzino una maglia del 2019 per giocare contro il Benfica: sono vietati anche elementi iridescenti come i loghi della seconda divisa catalana”.

“Anche nei campionati Nazionali non mancano però casi simili. Il Venezia ha dovuto rinunciare al logo societario. Il regolamento della Lega Serie A, infatti, consente di applicare lo stemma una sola volta sulla maglia. La scritta Venezia è stata interpretata come un secondo riferimento al club. Inutile il tentativo dei lagunari di inserire nello script il logo Venezia 1600, celebrativo dei 1600 anni della città. Dopo l’ennesimo no della Lega, gli arancioneroverdi, hanno alzato bandiera bianca”.

“Esempi, questi, che fotografano una situazione piuttosto chiara: mentre il design delle maglie da calcio si evolve di anno in anno, toccando punte di creatività sempre più alte arricchendosi dei vari riferimenti culturali, i regolamenti restano sordi al cambiamento. Gli stessi regolamenti che però consentono che gli stessi centimetri di tessuto siano occupati da un numero via via maggiore di sponsor. La domanda è una sola: perché?”

(fonte: gazzetta.it)