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Inter-Juventus, Inzaghi in conferenza: “Le motivazioni si trovano da sole. Non ci sono favoriti”

Simone Inzaghi in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Juventus, match della Supercoppa Italiana 2021

Domani l’Inter sarà impegnata nella finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus di Massimiliano Allegri. Alla vigilia del match l’allenatore nerazzurro Simone Inzaghi ha presentato il match in conferenza stampa. Ecco le sue parole.

Quanto è importante avere al tuo fianco Steven Zhang prima di questa partita?
Sono contento che sia qui fisicamente ma l’ho sempre sentito molto vicino in questi mesi, ci messaggiavamo prima e dopo ogni partita. Ha visto la gara con la Lazio, speriamo di fare una grande gara per lui, i tifosi e la società. Dovremo prepararci al meglio perché senz’altro sarà una partita importante per noi.

Cosa significa giocare una partita così contro una rivale così importante?
E’ una finale, i favoriti in queste gare non ci sono. La Juventus viene da otto risultati utili consecutivi, domenica ha ribaltato una partita complicatissima facendo qualcosa di straordinario. La Juventus è abituata alle finali, ha giocatori con grandissima esperienza ma noi siamo in un ottimo momento. Ce la giocheremo con le nostre armi, sperando di regalare una soddisfazione ai nostri tifosi. Saranno importantissimi gli episodi e le motivazioni.

Ha battuto due volte la Juve in Supercoppa. Come si batte questa squadra?
Come ho detto le finali sono tutte gare particolari, possono essere decise dal singolo episodio. Dovremo fare una partita di corsa, aggressività, determinazione, sapendo che affrontiamo una grandissima squadra, abituata a partite del genere come lo siamo noi. Ci saranno momenti in cui la Juve ci metterà in difficoltà, vogliamo uscirne perché vogliamo fare una grande partita.

Può pesare su di voi il fatto che tutti vi indichino come la squadra da battere?
Timore non ne ho assolutamente, deve essere uno stimolo. Oggi siamo primi. Basta vedere ottobre o il 20 agosto, la netta favorita per lo scudetto sembrava fosse la Juventus con un bel numero di squadre tra cui l’Inter a contendere il tricolore. Poi conta il campo, ora siamo davanti ma fino alla fine sarà una lotta aperta perché abbiamo visto come stanno giocando Milan e Napoli, l’Atalanta sono anni che ha questo rendimento e la Juventus ha vinto molte delle ultime gare. Noi dobbiamo andare avanti e migliorarci.

Ritrovate Calhanoglu, mentre la Juve ha delle assenze. In queste gare possono essere superate responsabilizzando di più gli altri?
La Juve è una squadra con una rosa importante per cui Allegri saprà come sostituire gli assenti. Per domani recuperano Bonucci e Chiellini, sicuramente avranno una squadra molto competitiva. Faccio un in bocca al lupo Chiesa, non conosco personalmente il ragazzo ma conosco bene il padre che ha giocato con me alla Lazio. Chiesa è un patrimonio del calcio italiano.

Cosa è cambiato per Inter e Juventus dalla partita di campionato?
Quella partita pensavamo di averla vinta, poi c’è stato il rigore. Ma sono passati diversi mesi, da quella partita sono cresciute entrambe le squadre. Quella fu una gara un po’ contratta, si sentiva il ritardo in classifica per entrambe. Fu una gara non bella, giocata al di sotto delle proprie possibilità da entrambe le squadre.

E’ più facile avere a che fare con lo spogliatoio quando si ha un capitano forte e riconosciuto come Handanovic?
Ho avuto grande disponibilità da parte di tutto il gruppo fin dall’inizio. Ho giocato con Handanovic e Kolarov in carriera, mi sono stati di grande aiuto. Kolarov avrebbe meritato di giocare di più ma devo fare delle scelte. Aver giocato con loro mi ha aiutato, ma al di là di loro due tutti i componenti della rosa mi hanno dato grande collaborazione e disponibilità, senza dimenticare come mi hanno accolto la società che mi ha scelto e i tifosi che ci hanno fatto sentire da subito il proprio sostegno.

Quanto può incidere l’epilogo della gara di campionato sulle vostre motivazioni?
La motivazione in più penso che arriverà dall’atmosfera, dal fatto che è una finale, che la giocheremo davanti ai nostri tifosi anche se in uno stadio diviso in due. Non c’è rivincita, chi vince alza il trofeo.

Facciamo un punto sugli attaccanti. Come stanno Dzeko e Correa?
Oggi abbiamo un allenamento. Abbiamo giocato domenica sera, ho visto sul campo ieri chi non ha giocato con la Lazio e sono tutti in buone condizioni compresi Dzeko e Correa. Ho la fortuna di avere quattro punte che stanno bene. Due giocano e due vanno in panchina. Di volta in volta sceglierò i più funzionali. Non è mai stato un problema, è una risorsa.

Condivide con Scala e Mancini il record di aver battuto due volte la Juve in Supercoppa. Ha un particolare antidoto per questo avversario?
In Supercoppa ho fatto due finali ed è andata bene, pur partendo da sfavoriti. Motivo d’orgoglio ma ho anche perso una finale di Coppa Italia contro la Juve. Sarà una partita bellissima in uno stadio come San Siro. Sappiamo che non sarà semplicissimo ma daremo il 120%.