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Inter-Hellas Verona, Tudor in conferenza stampa: “Sarà super difficile, ma anche super bello”

Igor Tudor in conferenza stampa in vista di Inter-Hellas Verona, match della trentaduesima giornata della Serie A 2021/2022

Sabato l’Hellas Verona di Igor Tudor affronterà l’Inter allo stadio ‘Giuseppe Meazza’ di Milano nella tredicesima giornata del girone di ritorno della Serie A 2021/2022. A due giorni dalla sfida, l’allenatore dei gialloblu ha presentato la sfida ai nerazzurri nella consueta conferenza stampa pre-partita. Ecco le sue parole.

Come sta la squadra? Una valutazione sull’Inter?
È una delle partite più belle: c’è poco tempo tra la gara di sabato e quella con il Genoa, ma sufficiente per recuperare bene dopo una bella vittoria in casa, che ci dà carica. Giocare a San Siro ti dà grande motivazione. Proveremo a fare una bella gara.

Come sta Barak?
Ha avuto quest’influenza intestinale che è piuttosto pesante. Non si è ancora allenato con noi, è in forte dubbio. Veloso è invece vicino al rientro. Gli altri sono a posto, anche Lasagna.

Le tocca scegliere ancora il vice-Barak…
Ci sono 3-4 giocatori per quel ruolo: Lasagna, Bessa, anche Depaoli può fare quel ruolo, Cancellieri, Praszelik…

Può essere la volta buona per vincere a San Siro?
Di sensazioni si vive poco. Sarà super difficile, ma anche super bello. Dovremo fare le cose con grande motivazione, ma senza ‘obblighi’: sta tutto a loro, ma questo non significa che noi non andremo a cento. Vogliamo fare le nostre cose.

Come ha fatto a mantenere alta la motivazione dei suoi?
È una cosa normale, per tutti noi. Gli allenamenti si devono fare sempre al meglio, la chiave è quella: è lì che dai l’impronta sotto il profilo della mentalità, della fisicità e della preparazione atletica. È da circa un mesetto che ci siamo salvati, ma non vedo una ragione per cui non dovremmo sempre andare al massimo. Nel mio modo di vedere o ci sei o non ci sei: se fai una cosa a metà ti rimane davvero poco. Devi dare tutto, soprattutto per il modo in cui giochiamo noi.

Perché ha schierato Bessa lunedì?
L’avevo visto bene. Lo vedo concentrato, tranquillo. È un giocatore forte, da Serie A: capisce il gioco, legge i tempi e gli spazi, è completo. Quando è dentro come ora è un giocatore importante.

Il record in Serie A è di 54 punti: può essere un obiettivo?
L’unico obiettivo è fare una bella gara sabato. Ci stiamo preparando bene, domani ci sarà la rifinitura e poi andremo là per vedere cosa siamo in grado di ottenere.

Ha visto Juve-Inter? Che idea si è fatto?
Sì, l’ho vista. La Juve ha fatto un po’ di più, ma non sempre vince chi è stato più bravo. L’Inter è una squadra seria, piena di giocatori forti. Sarà difficile.

Quanto mancherà Lautaro? Chi prende tra lui e Simeone?
Simeone, ovviamente. Siamo contenti non ci sia Lautaro, è un giocatore fortissimo. Ma ne giocherà un altro forte.

Frabotta potrà avere più spazio in questo finale?
Sono contento quando siamo in tanti, ma d’altra parte faccio fatica a tenere fuori qualcuno. Per farlo giocare devo lasciare fuori qualcuno che sta facendo bene. Depaoli quando ha giocato ha sempre fatto bene, Frabotta fa più o meno il suo ruolo, poi c’è anche Lazovic. A inizio anno però non c’erano né Frabotta né Depaoli, quindi è meglio così. Sta a lui convincermi di metterlo dentro: non è facile, non ci sono tante partite, ma sono contento sia tornato perché ha molte doti. È un peccato si sia messo a posto solo ora: mi dispiace, perché trovo sia un giocatore importante.

Ha visto una crescita in Hongla?
Una crescita mentale, di partecipazione. È entrato bene nel finale con il Genoa, vedremo in futuro.

Qual è la chiave per strappare una vittoria all’Inter?
La chiave è la stessa di quando c’è una favorita e una sfavorita: loro non devono fare una grande gara, noi sì. Noi dovremo avere tanti giocatori che stiano bene, loro no. Per vincere devi avere almeno 4-5 elementi che fanno una grande gara e gli altri che non commettono errori.

Come sta Praszelik?
È lo stesso discorso di prima. Mi dispiace, ma se uno sta facendo bene faccio fatica. C’è anche Retsos: stavano crescendo, poi si sono fatti male, e altri hanno giocato e hanno fatto bene. Sutalo ad esempio ha fatto bene, non posso non far giocare lui. Il calcio a volte è crudele in questo: se dai una mano a uno devi togliere a un altro, quindi devi essere sempre corretto e onesto.