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Atalanta-Inter, Inzaghi: “Reazione da squadra dopo approccio sbagliato”

Simone Inzaghi nel post partita di Atalanta-Inter, match della quindicesima giornata della Serie A

L’allenatore dell’Inter Simone Inzaghi, al termine del match vinto per 3 a 2 contro l’Atalanta, e valevole per la quindicesima giornata della Serie A, ha raccontato le sue impressioni sul match del Gewiss Stadium ai microfoni di Sky Sport.

Quanto pesa questo successo?
“Importantissimo. Veniva prima della sosta e in un periodo in cui, nelle ultime 7 in campionato, ne abbiamo vinte 6. Qui a Bergamo sempre gare dure, abbiamo approcciato male, subendo gol su un nostro errore, ma poi bravi a pareggiare e fare molto bene nel secondo tempo”.

Anche oggi ci poteva essere meno sofferenza…
“Sì, sappiamo il percorso che abbiamo fatto in Champions. L’anno scorso, a questo punto, avevamo 4 punti in più. Ora il Napoli sta tenendo un passo difficile da raggiungere, ma noi dobbiamo continuare come nell’ultimo periodo. Oggi vittoria di squadra, sapevamo l’importanza della gara”.

Perché non riuscite a vincere una partita sporca? (Ma in realtà è finita 3-2 e non pari, ndr).
“Non si può concedere un gol su angolo, ma il problema è di tutte a parte il Napoli. Il campionato è lungo, mancano 23 partite e abbiamo 45 giorni per recuperare tutti e limare le sbavature”.

Come si gestisce ora questo lungo periodo prima del Napoli?
“È una cosa nuova per tutti questa lunga sosta. Noi continueremo a lavorare questa settimana con chi resta, non tantissimi. Poi faremo 5-6 giorni a Malta con due amichevoli e poi torneranno quelli del Mondiale: speriamo il più tardi possibili perché vorraà dire che saranno andati avanti nella competizione”.

Non era forse meglio un riposo da domani di 2 settimane e poi ripartire per cancellare scorie fisiche e mentali?
“Abbiamo ponderato le varie ipotesi, ma in tanti andranno in Nazionale, anche chi non farà il Mondiale. Quindi chi resta ad Appiano lavorerà e poi ci ritroveremo tutti il 2 dicembre prima ad Appiano e poi a Malta”.

Parliamo di Dzeko: che cosa dà questo giocatore prezioso?
“Lui è un grandissimo valore aggiunto. L’anno scorso ci trovammo a dover far fronte all’addio di Lukaku e il primo nome che io feci fu quello di Dzeko. L’anno scorso fece benissimo, poi quest’anno sapeva che con Lukaku avrebbe giocato meno e invece, nonostante i 36 anni, gioca sempre e sta andando in crescendo. Rinnovo? C’è la società che se ne occupa, io lavoro sul campo”.